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Ecografia

In ogni donna gravida è molto forte il desiderio di conoscere cosa avviene all’interno del proprio corpo, quali trasformazioni subisce ma soprattutto vuole vedere ed essere partecipe dei cambiamenti biologici che determinano la trasformazione del suo bambino. Essere in grado di percepire l’aspetto che il proprio bimbo presenta nelle varie tappe dello sviluppo, le posizioni e gli atteggiamenti che assume nei vari momenti della giornata, hanno da sempre alimentato curiosità, ma anche ansie e paure sull’integrità fisica del futuro nascituro. Tutto ciò oggi è possibile con gli ultrasuoni che ci permettono un’osservazione continua della gravidanza fin dai primi stadi di sviluppo dell’embrione e del feto. Settimana dopo settimana, è possibile valutare e registrare la crescita del feto nei suoi vari apparati, studiarne la fisiologia, osservare come avviene la sua maturazione cerebrale e come strutturalmente si sviluppa. Tutto ciò è possibile in totale sicurezza: l’ecografia, infatti, non comporta alcun rischio e non danneggia in nessun modo né la donna né il feto.

Nel primo trimestre l’esame è eseguito per diagnosticare la presenza del sacco gestazionale all’interno della cavità uterina così da accertarsi del corretto impianto dell’embrione. Si misura, si visualizza il cuore, e si sente il battito, e si verifica se si tratta di gravidanza singola o gemellare: in tal modo è possibile diagnosticare la regolare evoluzione della gravidanza.

Nelle prime settimane è eseguito solo un tipo di misurazione sull’embrione: la lunghezza vertice – sacro (CRL), la cui misura serve a verificare l’effettiva epoca di gravidanza. Da pochi anni è adisposizione degli ecografisti una nuova tecnologia molto più avanzata, che, utilizzando un particolare tipo di sonda ecografica ad alta frequenza piccola e sottile da collocarsi in vagina (sonda transvaginale), permette una visualizzazione ottimale dei vari organi dell’embrione. Tal ecografia permette di osservare e studiare le modificazioni che avvengono nei vari apparati con un’anticipazione, rispettoall’ecografia tradizionale transaddominale, di circa 7 – 10 giorni e permette anche di eseguire misurazioni precise.

La visione del feto, che fino alla quindicesima settimana è consentita dalla sonda ecografica nella sua globalità, diventa, man mano che la gravidanza procede, sempre più settoriale. Alla ventesima, ventiduesima settimana epoca in cui si esegue un’ecografia detta strutturale, è riconoscibile il contorno del viso e si possono identificare il naso, il mento, la bocca, le orbite e i globi oculari. Gli organi addominali presentano caratteristiche funzionali simili a quelle del futuro neonato: lo stomaco si distende dopo aver bevuto liquido amniotico, la vescica si svuota con la minzione, il diaframma si abbassa e la parete addominale si deforma durante i movimenti respiratori e la frequenza del battito cardiaco accelera e rallenta rispondendo a stimoli interni o esterni. A ventidue settimane il feto pesa 500grammi ed è lungo circa ventinove centimetri. La misura più utilizzata è il diametro bi parietale (DBP), che rivela la distanza tra le ossa parietali della scatola cranica.

Altre misurazioni sono la circonferenza cranica, quella addominale, la lunghezza del femore e dell’omero, quella del piede, il diametro del cervelletto e così via. Con l’ecografia inoltre si visualizza la posizione della placenta e si osserva la quantità del liquido amniotico. Si studiano i movimenti fetali, lo stato del suo benessere espressione questa, di una buona organizzazione del sistema nervoso, che diventa sempre più complesso con l’avvicinarsi del termine della gravidanza. Nel terzo trimestre si fa anche una stima del peso fetale ma con reali difficoltà e imprecisioni. Ora all’ecografia si associa in alcuni periodi della gravidanza la flussimetria Doppler. È una tecnica non invasiva che ci fornisce utili informazioni sulla circolazione materno – fetale e quindi su tutte quelle patologie dovute e/o associate ad alterazioni circolatorie. La flussimetria Doppler è in grado di diagnosticare l’insufficienza placentare grave, il ritardo di accrescimento che ne consegue e di verificare le alterazioni circolatorie fetali significative di compenso e di scompenso. Gravidanze a rischio possono sicuramente beneficiare dello screening flussimetrico.

 

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